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      Prof. Mario Morbidi
     
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ARTROSI - GENERALITÀ
L' artrosi è una malattia articolare degenerativa, cronica e progressiva. E' la malattia reumatica più diffusa e colpisce entrambi i sessi: in Italia ne soffrono oltre 4 milioni di persone. L'artrosi colpisce la maggior parte delle persone anziane, ma non ne sono risparmiati i soggetti più giovani, tanto che questa malattia rappresenta la principale causa della perdita di giornate lavorative. Le lesioni degenerative osservate a carico delle articolazioni sono molteplici e coinvolgono la cartilagine, l'osso subcondrale e le inserzioni tendinee. Non infrequentemente il processo degenerativo può complicarsi con fasi di infiammazione delle strutture articolari, determinando tumefazione con versamento liquido. Le articolazioni più frequentemente interessate sono: la colonna vertebrale, l'anca, il ginocchio, le dita delle mani e dei piedi. L'artrosi può essere classificata in una forma primaria, spesso diffusa a molteplici articolazioni, e in una forma secondaria, più frequentemente localizzata alla colonna vertebrale e alle anche. L'artrosi primaria riconosce un terreno genetico predisponente e non è infrequente osservarla in più soggetti appartenenti alla medesima famiglia. L'artrosi secondaria può colpire anche i giovani ed è legata, ad esempio, a traumi, obesità, malformazioni degli arti inferiori, attività lavorativa (uso di strumenti vibranti , manovre ripetitive sotto carico o in posizioni non fisiologiche), artriti, ecc. I sintomi Il sintomo più frequente lamentato dal malato con artrosi è il dolore. Questo si accentua con il movimento e si riduce con il riposo. Raramente insorge durante il sonno, a meno che non sia concomitante un processo infiammatorio. Con il progredire della malattia può essere presente anche a riposo e accompagnarsi alla sensazione di rigidità mattutina, generalmente di breve durata. Quando la degenerazione dell'articolazione è evoluta il malato presenta una limitazione funzionale, più o meno invalidante a seconda delle sedi articolari coinvolte. Infatti si possono osservare quadri sintomatologici differenti a seconda delle sedi articolari interessate. Le articolazioni portanti artrosiche, per esempio anca e ginocchio, possono ostacolare il cammino; l' artrosi delle mani può compromettere la destrezza e la forza necessarie per diversi atti quotidiani; l'artrosi del rachide oltre al dolore può associarsi ad alterazioni dei dischi vertebrali con patologia compressiva sulle radici dei nervi e quindi dolore parestesico irradiato lungo gli arti (rachialgia, sciatalgia, cruralgia). Spesso sono presenti deformazioni (molto evidenti alle mani, ad esempio) con "nodulazioni" a livello delle articolazioni inter-falangee distali e prossimali con deviazione dell'asse articolare. Nonostante non sia stato verificato un nesso tra condizioni climatiche e artrosi, il malato riferisce spesso che il dolore può accentuarsi durante i cambiamenti climatici, soprattutto con l'umidità, con il vento, oppure quando si passa da un ambiente caldo ad uno freddo. Come si diagnostica Di solito l' artrosi non si accompagna ad alterazioni significative degli esami di laboratorio, fatta eccezione per la forma erosiva dove può osservarsi un modesto incremento della VES. Una accurata visita medica e alcune indagini radiografiche consentono di porre una diagnosi di certezza e, soprattutto, escludere altre malattie reumatiche. E' difficile porre una diagnosi precoce di artrosi perché generalmente i sintomi compaiono quando le lesioni degenerative sono instaurate ed evolute.

Terapia:
Le indicazioni terapeutiche che si possono fornire tendono ad essere comuni in tutte le localizzazioni artrosiche e comprendono: terapie fisiche e riabilitative magari effettuate in ambiente termale, farmaci antiinfiammatori non steroidei ad azione analgesica, condroprotettori allo scopo di rallentare i processi degenerativi e di stimolare i processi riparativi cartilaginei, trattamento infiltrativo intraarticolare con sostanze atte a migliorare la "lubrificazione articolare". Quando la malattia è evoluta e l'inabilità e il dolore irreversibili, la soluzione chirurgica ortopedica, rappresentata dal posizionamento di protesi, può offrire grandi vantaggi e migliorare consistentemente la qualità di vita.




COXARTROSI
L'Artrosi dell'anca, ovvero la coxartrosi, è una frequente patologia che colpisce per lo più la popolazione anziana (>65anni). La patologia è dovuta al consumo precoce dei capi articolari, che dunque non permettono una normale deambulazione. La sintomatologia soggettiva consiste essenzialmente nel dolore dell'articolazione interessata o della muscolatura regionale, che é più intenso al mattino, si attenua con il movimento, si può riacutizzare dopo sforzo e generalmente si attenua durante il riposo notturno. Successivamente la funzionalità articolare diventa limitata prima dal dolore, poi dagli ostacoli di natura meccanica che possono impedire lo svolgimento delle normali attività o rendere difficili anche le abituali funzioni della vita di relazione. La diminuzione della rima articolare é il primo segno di danno cartilagineo e può consentire di fare diagnosi di artrosi iniziale. Successivamente si osservano gli altri sintomi radiologici non sempre evidenti. La presenza degli osteofiti e le deformità dell'articolazione sono segno di artrosi di vecchia data che si conclude con l'anchilosi dell'articolazione radiologicamente evidenziabile.

Terapia:
La Terapia di questa patologia è chirurgica. In particolare ci si avvale di moderni impianti protesici che permettono la totale sostituzione dell'articolazione. Tali Impianti sono in leghe metalliche speciali e possono essere cementate o non con conseguente ancoraggio diretto al tessuto osseo, cioè ottengono un ancoraggio diretto all'osso e la deambulazione, in carico parziale, è a 3-4 giorni dall'intervento chirurgico.
 
Coxatrosi
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Immagine radigrafica di grave coxartrosi bilaterale. A sinistra per esiti post-traumatici.

Visione d'insieme d'artroprotesi totale d'anca (non cementata).
Sostituzione protesica delle due anche.
Ulteriore veduta dell'impianto protesico di destra.
Ulteriore veduta dell'impianto protesico di sinistra. E' ancora visibile la placca usata anni prima per la sintesi della frattura del femore.
 
 
Coxatrosi d'anca
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Immagine radigrafica di grave coxartrosi

Valutazione TC utile a definire lo spessore del fondo dell'acetabolo.
Quadro radiografico dell'impianto protesico. Utilizzato un impianto
testa-cotile metallo su metallo con testa da 32 mm
 
Displasia congenita dell’anca trattata con artroprotesi Wright Profemur.
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GONARTROSI
L'Artrosi di ginocchio, ovvero la gonartrosi, è una frequente patologia che colpisce per lo più la popolazione anziana (>65anni). La patologia è dovuta al consumo precoce dei capi articolari, che dunque non permettono una normale deambulazione. La sintomatologia soggettiva consiste essenzialmente nel dolore dell'articolazione interessata o della muscolatura regionale, che é più intenso al mattino, si attenua con il movimento, si può riacutizzare dopo sforzo e generalmente si attenua durante il riposo notturno. Successivamente la funzionalità articolare diventa limitata prima dal dolore, poi dagli ostacoli di natura meccanica che possono impedire lo svolgimento delle normali attività o rendere difficili anche le abituali funzioni della vita di relazione. Il ginocchio tende a bloccarsi in flessione. La diminuzione della rima articolare é il primo segno di danno cartilagineo e può consentire di fare diagnosi di artrosi iniziale. Successivamente si osservano gli altri sintomi radiologici non sempre evidenti. La presenza degli osteofiti e le deformità dell'articolazione sono segno di artrosi di vecchia data che si conclude con l'anchilosi dell'articolazione radiologicamente evidenziabile.

Terapia:
La Terapia di questa patologia è chirurgica. In particolare ci si avvale di moderni impianti protesici che permettono la totale sostituzione dell'articolazione. Tali impianti sono in leghe metalliche speciali ed in genere vengono cementati all'osso specialmente in caso di un osso porotico, cioè debole. Le protesi di ginocchio permettono la deambulazione, in carico parziale, a 3-4 giorni dall'intervento.
 
Gonartrosi
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Immagine radigrafica di grave Gonartrosi sinistra.
Quadro radiografico dopo impianto protesico
 
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Immagine di grave Gonartrosi secondaria a frattura del piatto tibiale già trattata chirurgicamente con viti.
Quadro radiografico dopo impianto protesico.
 
     
                     
   
   
   
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